Bassa Valsugana ammorbata.

2018-02-13
Spettacolare scatto fatto oggi poco prima del tramonto da Spera in direzione Borgo Valsugana che evidenzia, senza beneficio del dubbio, come la valle sia ammorbata da una cappa che ne avvolge il capoluogo. Visibilissimo il colonnone di vapore dal capannone della fonderia (in direzione Trento dal campanile di Borgo), che s'innalza nel cielo a notevole altezza (stimata in circa 400-500m !). Ci si chiede se del semplice vapore possa raggiungere tali altezza senza estinguersi prima. L'esemplare scatto ha sfruttato il gioco di riverbero di luci al tramonto che hanno messo ben in evidenza le ammorbanti nubi che schiacciano al suolo gli abitanti come degli scarafaggi.  



Al direttore dell'acciaieria interessano i dati scientifici, non le chiacchiere. Anche a noi.

2018-01-20
 
Relativamente alla visita del dr. Olivi, assessore provinciale allo Sviluppo economico e del lavoro della Provincia Autonoma di Trento, allo stabilimento siderurgico di Borgo Valsugana, ora BVS Srl, ed alle dichiarazioni audiovisive fatte da lui e dall’amministratore delegato dell’azienda in alcuni servizi informativi, ci teniamo ad esporre quanto segue. Sapendo di far cosa gradita all’assessore, visto che la visibilità in campagna elettorale è un punto chiave in vista delle prossime elezioni provinciali.
Ci fa piacere innanzitutto che l’assessore ammetta che nel passato lo stabilimento siderurgico, maldestramente collocato in una valle totalmente inadatta dal punto di vista meteo-orografico, sia stato teatro di anni di “speculazioni finanziarie” sulle quali ci chiediamo se vi sia stata conoscenza degli addetti servizi di controllo sin da allora o la notizia sia trapelata solo ora. Sarebbe interessante avere dallo stesso assessore tutti gli elementi relativi a tali speculazioni finanziarie visto che ne riporta la passata esistenza. Ci sorprende come lo stesso assessore, subito dopo, si lagni con un “ahimè” del tramonto di un’idea passata d’industria sebbene lo si possa probabilmente attribuire ad un’incorretta o frettolosa impostazione del concetto. Ci conforta che altresí constati che quest’attivitá debba recuperare credibilitá sociale (ammesso che ne abbia avuta nel passato). Ad ogni modo è suggestivo come nel servizio audiovisivo in cui parla di tutela ambientale, alle sue spalle si sollevino nuvoloni di polveri (di certo non al gelsomino) che, come si vede dalla forte diffusione dei raggi solari che penetrano dalle feritoie del capannone mentre camminano tutti tranquillamente con tanto di casco protettivo, invadono anche l’interno dello stabilimento. Forse sarebbe stato opportuno mettersi anche una mascherina oltre il casco. Auguriamo di cuore all’assessore di non subirne salutari conseguenze.

Per quanto riguarda le affermazioni dell’amministratore delegato della BVS, anche i comitati ambientalisti sono interessati piu a fatti, misure, dati e studi scientifici che a chiacchere. Non per questo stanno tappezzando il territorio di strumentazione di rilevazione delle polveri sottili, stanno videosorvegliando giorno e notte le emissioni diffuse fuoriuscenti dall’area dello stabilimento (a volte utilizzando i frames di scadente qualitá della webcam aziendale per ricostruire dei timelapse), hanno eseguito studi della differenza di concentrazione di PM2.5 nell’aria a stabilimento inoperativo ed operativo dal 2011 al 2017 con dati ufficiali della stessa Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente (APPA), hanno fatto eseguire da professionisti indagini nanodiagnostiche di biopsie tumorali di pazienti guariti o deceduti della zona, hanno eseguito con professionisti un’indagine sui muschi per rilevare la presenza di nanoparticelle d’origine siderurgica nella zona, hanno eseguito analisi di matrici organiche ed inorganiche da laboratori tedeschi per la rilevazione di diossine, furani, PCB e metalli pesanti, etc... Se l’amministratore delegato ritenesse queste delle chiacchere, buono a sapersi. Piuttosto gli chiediamo se fosse cosí gentile da spiegarci in modo piú scientifico cosa intenda per rottame “ non pulito” e “non bello” come afferma audiovisivamente e dirci se quello riportato nelle foto scattate nel parco rottami la notte del 22 dicembre 2017 possa rientrare in tale categoria da lui definita.

Anziché parole di scredito sull’operato dei comitati ambientalisti, dal signor amministratore delegato ci saremmo aspettati, sempre in termini scientifici, delle rassicurazioni relativamente alle nuove misure di contenimento delle emissioni diffuse, di abbattimento delle polveri del piazzale scorie e parco rottami, delle misure di contenimento emissioni dentro lo stabilimento e di sicurezza per gli addetti ai lavori, per non parlare di quelle per evitare esplosioni nella fase di sversamento della scoria con proiezione di pezzi all’esterno, della selezione del rottame ed altro. Siamo tutto orecchie.

In attesa di raggiungere i ritmi produttivi degli anni passati (vedasi sottostante tabella estratta dalla Perizia Borroni del 2011), ci chiediamo se le 29mila tonnellate prodotte nel solo mese di novembre (delle 84mila prodotte in questi 4 mesi d’attivitá), quindi il 35% sinora prodotto dalla ripresa della produzione, siano responsabili del piccato peggioramento delle PM2.5 rispetto al novembre 2016, d’inattivitá dello stabilimento.

Nel novembre 2016 lo scarto medio fu di 0.8microgrammi/m3 mentre nel novembre 2017 lo scarto medio fu di 3.7microgrammi/m3 sopra la media provinciale fatta con le misure di Trento e Rovereto (dati APPA), tra l’altro, cittá rispettivamente con 100000 e 40000 abitanti...

Rottame ferroso o ... rifiuti di tutti i generi ?

2017-12-23

Circa 3 mesi fa su L'Adige compariva quest'intervista al direttore delle relazioni esterne di Acciaierie Venete che dichiarava: "Noi lavoriamo solo rottame pulito, quello sporco e con presenza di vari metalli non lo usiamo e non lo useremo. Abbiamo una politica aziendale da portare avanti e su questo aspetto non si fanno sconti a nessuno".


Lasciamo al giudizio dello spettatore valutare, dalle seguenti foto, la qualità del rottame presente nel parco rottami la notte del 22 dicembre 2017. Ci si chiede se possa essere redditizio, in termini di costi in mano d'opera e di tempi, effettuare una selezione di questo ammasso di rifiuti prima di sversare qualche cesta di rottame "pulito" nel forno fusorio...













 
 
 
 

Successo all'assemblea pubblica del 13 O !

2017-10-15 

Grande ed interessata partecipazione alla serata pubblica di venerdí scorso sul tema della fonderia. Quasi 200 partecipanti visibilmente attenti.
La vicepresidente del C26G, Sara Sartori, ha ricordato il grande apporto del recentemente scomparso Adriano Rizzoli, anima ambientalista del Trentino e ringraziato coloro che hanno donato qualcosa per l'acquisto di strumenti indipendenti per la misurazione dell'inquinamento atmosferico e quelli che hanno firmato la procura per inoltrare la denuncia per disastro ambientale.
Di seguito, Laura Zanetti ha delineato brevemente la storia dello stabilimento siderurgico di Borgo Valsugana, basandosi anche su una preziosissima e cospicua documentazione gentilmente donata da Giuseppe Sittoni.
È seguita la presentazione di Antonio Cappello e Massimo Cecconi (C26G) relativa allo studio, durato 7 anni, delle polveri sottili nell'aria di Borgo Valsugana e dintorni che potrá essere ascoltata qui. Il succo di essa, non propriamente/correttamente colto dai media, è rappresentato nel seguente grafico.

Ovvero, rispetto a Trento-Parco Santa Chiara (100000 abitanti) e Rovereto (40000 abitanti), le famigerate polveri sottili PM2.5 dell'aria di Borgo Valsugana (appena 7000 abitanti) sono sistematicamente sopra la media (fondo) provinciale ECCETTO nei periodi in cui la fonderia era ferma o a livelli di produzione quasi nulli ! Tra l'estate 2011 (periodo in cui lo stabilimento viaggiava a gonfie vele) e l'estate 2017 (periodo di chiusura totale giá da inizio novembre 2016) la differenza della concentrazione di polveri sottili PM2.5 ammonta a ben 2 microgrammi/m3, corrispondente ad un miglioramente del 200% !! Peccato che l'aria della Bassa Valsugana fosse tornata FINALMENTE respirabile e che ora ci sia il concreto rischio che torni a saturarsi nuovamente di microinquinanti. No ?
È successivamente intervenuta la dottoressa Annamaria Moschetti, pediatra di famiglia di Taranto, che ha delineato un rapporto allucinante sulla situazione sanitaria di adulti e, soprattutto, bambini dovuta a tanti anni di presenza del piú grande colosso siderurgico d'Europa alle porte della cittá : l'ILVA.
Interviene poi il professore ruralista Michele Corti dell'Universitá di Milano sull'impatto di una tale attivitá industriale in una valle prealpina come la Valsugana.
Termina dunque l'avvocato Mario Giuliano spiegando ancora una volta l'iter per inoltrare la denuncia per disastro ambientale nei confronti delle precedenti gestioni dell'acciaieria alla Procura della Repubblica.
Per un eccellente riassunto della serata e degli argomenti trattati si legga Il piccolo mostro torna ad inquinare.

13 Ottobre 2017 Assemblea Pubblica sulla presenza della fonderia in Bassa Valsugana.


Preghiamo gentilmente tutti di diffondere questo importantissimo appuntamento dove verrá fatto il punto su ció che ha comportato e comporta la presenza di uno stabilimento siderurgico nella Bassa Valsugana. 
Come rivendicare giustizia e/o reclamare un risarcimento per averne subito l'attivitá alle porte di casa per quasi 40 anni. E...non è finita! Qui la locandina in formato PDF.

Doppiogiochismo opportunista ?

2017-09-10
L'astrofisico Massimo Cecconi.
Mi preme sottolineare che parlo innanzitutto come attivista del Comitato 26 Gennaio e, in secondo luogo, come uno del Movimento 5 Stelle.
 
Il signor Cia solo da qualche mese si affaccia in Valsugana, oltretutto in modo rarefatto, sulla questione acciaieria che, da 40 anni, sta affumicandola. Che sia perché le elezioni provinciali sono alle porte ? Niente di piú probabile. Pescare voti anche nel bacino valsuganotto, a destra e manca, tra amici e nemici. Vecchia politica. 
Gli ricordiamo che, al di lá degli aspetti sanitario-ambientali che il Comitato 26 Gennaio ritiene davanti a tutti, i problemi occupazionali dei suoi impiegati non sono iniziati solo in tale frangente.
Dopo la sentenza definitiva del 26 gennaio 2012 sul processo “Fumo negli occhi”, prima della quale l’azienda ha subito diverse condanne risolte con patteggiamenti ed oblazioni, una progressiva crisi ha messo periodicamente a rischio l’impiegati, rimbalzando tra contratti di solidarietá, cassa integrazione e mancate paghe.

L'avvocato Mario Giuliano.
Sa che molti di loro forse non vedranno mai 3 mensilitá, ultima tredicesima e TFR sotto il precedente padrone Gary Klesch, rinomato ed abile speculatore americano su ditte in difficoltá o indebitate/fallimentari (“a specialist in rescuing troubled, indebted companies”)? E sa dell’ennesima scoperta dell’avvocato Mario Giuliano, a suo tempo riportata anche alla Procura della Repubblica, sui possibili retroscena speculativi, contestualmente approfittando del concordato per evitare di pagare circa 10 milioni di Euro ai fornitori, abusando della Cassa Integrazione per sfruttare i proventi della vendita di elettricità al tempo stesso facendosi pagare gli operai dall'INPS, e nascondendosi nei paradisi fiscali per evitare una class action civile ? Suggerisco al signor Cia di andarsi a scorrere un pó di cronaca e molte iniziative intraprese dal Comitato 26 Gennaio sul corrispondente sito Internet visto che su quello di Valsuganattiva troverá ben poco e poco di concreto.

Pensa te. Per la “fortuna” degli impiegati, ora cala lui dal cielo e, ad inizio gennaio, in concomitanza con quella della signora Avanzo (Interrogazione n. 3993/XV, 26 gennaio 2017), emette l’ennesima (ed a mio parere inutile, come tantissime altre, dal punto di vista pratico) interrogazione provinciale (Interrogazione n. 3994/XV, 25 gennaio 2017) in cui, destreggiandosi abilmente tra problemi occupazionali ed ambientali per non perdere voti nè da una parte né dall’altra, chiede quale sará in sostanza il futuro dello stabilimento siderurgico. Inutile nascondersi dietro un ago, caro Cia. E tantomeno essere soddisfatti della risposta di Olivi (Risposta ad Interrogazione n.3993 e n.3994).


I "confratelli" Cia (a destra) e Dalledonne (a sinistra)
Dopo ben 7 mesi, tra Farinoti, Semoloti e Coppe d’Oro in tandem col confratello Fabio Dalledonne, si rifá vivo con un’altra vuota interrogazione sulla questione ambientale (Interrogazione n.4947, 30 agosto 2017). Vuota e ridicola. Ci spieghi, infatti, il signor Cia come si possano monitorare in continuo le emissioni secondarie (o fuggitive) mediante una videocamera, a colori o meno che sia, che, al piú, puó dare un indizio qualitativo ma non quantitativo su di esse. Questa sparata sí, si puó senza dubbio definire infantile, nel senso di ignoranza sul tema. Ma, vabbé, passi. Comprendo questi frettolosi strafalcioni alla spasmodica ricerca di consenso in un bacino elettorale nuovo, nonostante ad esso legato per origini. Avrebbe avuto piú senso e consenso accodarsi all’interrogazione fatta a suo tempo da Filippo Degasperi del M5S (Interrogazione n.3464, 25 agosto 2016) che riportó sui tavoli del Consiglio Provinciale i gravi dati del rapporto annuale di Legambiente dove si denunciava l’immissione in aria valsuganotta di 41,30Kg di mercurio da parte dello stabilimento. Azione che contribuí allo stop definitivo dell’azienda verso inizio novembre 2016. Stop che tuttora dura. O all’interrogazione fatta dallo stesso consigliere realtivamente a tutti i rifiuti siderurgici ed altri disseminati nella Bassa Valsugana (Interrogazione n.1610, 18 maggio 2015) dove chiede documenti, certificati analitici ed altre cose CONCRETE. Non CHIACCHERE.

Invece il signor Cia, ripreso e criticato proprio dal M5S su questa sua angelica “apparizione” in Valsugana relativamente ad un almeno decennale problema di fondo che l’affligge, si prende pure il vezzo di controreplicare, tra l’altro in modo approssimativo e presuntuoso visto che ostenta fiducia e punto di riferimento per la popolazione. Dica, piuttosto, chi lo avrebbe contattato per avanzare un tale strafalcione. Cosí poi gli spiegheremo noi alcuni cosette e retroscena...

Ci chiediamo dove sia stato fino adesso il signor Cia. Sono 8 anni che gente come me, pur da 4000km, con spiccato senso civico e del dovere al proprio Stato e, prima ancora, al proprio Pianeta, si sta rimboccando le maniche per contribuire ad inchiodare al tappeto quell’industria pesante che ha affossato l’economia della valle ed affumicato la sua gente. Dove è stato fino adesso il signor Cia? Abbiamo scaricato tera e tera di filmati, poi analizzati e prodotti in memorie alla Procura della Repubblica. Stiamo raccogliendo anni ed anni di dati sia sul traffico che sui microinquinanti in atmosfera per dimostrare il massiccio impatto ambientale di questo stabilimento rispetto ad altre fonti. Parliamo di diossine, policlorobifenili, metalli pesanti, polveri sottili, monossido di carbonio, biossidi di zolfo e di azoto. Mica di Escherichia Coli, caro signor Cia.

La giornalista sociale Laura Zanetti.
L’avvocato Mario Giuliano, in 7 anni di leale e puntiglioso coinvolgimento, ha prodotto parecchie memorie alla Procura della Repubblica, ha raccolto tomi e tomi di documentazione, studi, certificati e prove, qualche centinaio di procure per la denuncia per disastro ambientale, tenendo duro nonostante scorrettissimi e vili attacchi alle spalle. Per non parlare dell’incessante attivitá socio-ambientalista dell’instancabile Laura Zanetti e ti tutti gli altri membri del Comitato 26 Gennaio che, a turno, scaricano i dati degli strumenti indipendenti per il rilevamento delle polveri sottili.

Quindi, per favore. Il signor Cia abbia il buon senso, l’accortezza o, almeno, il pudore d’incassare la critica del Movimento 5 Stelle ed assumere un profilo umile, da vero francescano. Per lo meno su questo tema, su cui praticamente non s’è mai visto e/o fatto sentire in tutti questi anni di sofferenza della sua valle d’origine. Non si tratta di maggioranze o minoranze, bensí di correttezza.

Felicitazioni.
Massimo Cecconi

Leoni da tastiera, fantasmi nelle piazze e...cani da guardia nei comuni.


2017-07-26
Un gruppo Facebook di quasi 3000 persone è stato creato in Bassa Valsugana sul sostegno all'uso della cannabis a scopo terapeutico. Detto che c'è già una legge nazionale che lo permette e pur essendo solidali con le necessità della signora, è sconfortante come tante persone non siano altrettanto attente a cause ben più importanti o nobili come quella sanitario-ambientale (vedi acciaierie) o quella del progressivo ed inarrestabile depotenziamento di servizi pubblici importante (vedi Ospedale Civile San Lorenzo).

Antonio Cappello abbandona tale gruppo con il seguente pezzo.

*******************************************************
Cosa avete tutti in testa? Da tempo, ed anche di recente, noto varie iniziative di solidarietà ed iniziative virtuali sui social network a favore di persone o per temi di comune interesse o utilità pubblici. Ma voi davvero pensate che fare un gruppo FB o condividere un post, o disquisirne servi a qualcosa? Serve solo a lavarsi la coscienza, non serve a un bel niente nella pratica ! Quando frequento le manifestazioni a tutela del lavoro, o dei servizi pubblici mi sono ritrovato con 50 o 100 persone. Quando mi trovo con attivisti per tutela ambientale e della salute pubblica siamo un manipolo di poche persone visti come se fossimo lebbrosi. Quando mi occupo di salvare o dare ristoro a qualche randagio di strada sono solo con mia moglie, la gente è capace anche di criticarci. Qui su FB scrivo le mie cazzate sul calcio, ma la vita fuori è diversa cari miei. I vostri genitori hanno combattuto sulle strade e nei posti di lavoro, e rotto le palle ai politici ogni giorno ai loro tempi, ottenendo i diritti che ormai ora, i poteri politici attualici stanno sfilando un pò alla volta, mentre voi fate inutili crociate sui social network e loro vi ridono dietro. Siamo alla deriva sociale completa per me, e tra un pò vi pisceranno in testa convincendovi che fuori piove. Intanto continuate a fare le vostre battaglie col ditino sui social che cosi vi sentite leoni appagati. Io rifiuteró le vostre proposte, vi voglio vedere di persona dove serve, proprio dove bisogna tirare fuori le palle se ve ne sono rimaste ancora una piccola parte.